… has been written with MS Word!
http://arxiv.org/pdf/1109.4897v1
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Mi rifaccio vivo dopo un lungo silenzio per dare una buona notizia, da qualche settimana il comune di Firenze ha adottato le licenze Creative Commons per il suo sito! La cosa è partita da una mozione di SEL, preparata dal gruppo cultura e presentata da Eros Cruccolini che è stata discussa lungamente. Ho partecipato ad alemeno un paio di commissioni per farla approvare e poi ad una riunione con i tecnici per applicarla nel migliore dei modi, ed alla fine il risultato è che nella sezione crediti del sito del comune (qui il link) appare una bella licenza CC-BY ovvero la più tollerante di tutte. Martedi’ prossimo sarò ad un’iniziativa di SEL per parlare proprio di questo. L’iniziativa si chiama le idee sono come farfalle! Edit: mi sono scordato di un paio di cose, anzitutto dei ringraziamenti per chi ha aiutato tutto questo percorso, ovvero il gruppo cultura di SEL di Firenze, Eros Cruccolini che è sempre molto disponibile per queste iniziative, e Juan Carlos De Martin per avermi aiutato nella stesura della mozione e le persone dell’ufficio Comunicazione del comune di Firenze (Giovanni Carta in primis che ha appoggiato gli scopi della mozione fin dall’inizio). In fine, un link al testo della mozione approvata, il cui titolo, per motivi di cui ancora non mi capacito, è sbagliato rispetto ai contenuti della mozione :-O. In ogni caso, il testo dice le cose giuste ed è quello che conta Buona condivisione! E’ qualche settimana che non mi faccio vivo su queste pagine, ma ci sono buoni motivi. Tra questi il fatto che ho cominciato a lavorare all’università di Trento su un progetto per la difesa della privacy in reti pervasive, il che mi darà modo di concentrarmi su un tema a me caro con la costanza di chi fa ricerca… ma non solo, penso che presto pubblicherò qualche altra buona notizia. Cambio di guida al vertice del colosso Finlandese, cambio di rotta nelle scelte. Nokia si rende conto che ha perso troppo spazio negli smartphone e decide che per rilanciarsi metterà windows sui suoi cellulari di fascia alta, dichiarando la morte prematura di Qt mobile, acquisito con Trolltech un paio di anni fa, si Symbian e probabilmente anche Meego. Le motivazioni sono che Nokia è in ritardo con i suoi progetti, che Symbian non cresce e Meego non sboccia (certo, ci hanno fatto un solo cellulare che costava 650 euro…) e che se avessero scelto Android avrebbero rischiato di non potersi differenziare da tutti gli altri. Così invece fanno quello che hanno sempre rifiutato di fare, ovvero mettersi nelle mani di Microsoft, smettere di spendere soldi in ricerca e sviluppo e concentrarsi sui servizi. Servizi che saranno tutti basati su piattaforma MS. Arrivederci, Nokia, dopo essere passato per Openmoko, Maemo mi sembrava la cosa più vicina ad un telefono open, ma chi comprerebbe oggi un telefono con Meego sapendo che sarà l’ultimo della sua razza? Con un certo rammarico, la prossima volta che dovrò cambiare telefono mi toccherà piegarmi a Google ed accettare Android. Ho letto dalle pagine di punto-informatico dell’iniziativa promossa da un gruppo di persone perchè l’italia adotti un’agenda digitale. Ultimamente tendo ad essere critico con le raccolte di firme online. Non ho capito veramente a cosa servono e tutte le volte, da paranoico, non posso non pensare che sicuramente servono a fare pubblicità a chi le organizza, sia Repubblica o Wired. In questo caso mi pare che questo pericolo sia meno presente, perchè tra i firmatari ci sono solo singoli (non, ad esempio giornali) e perchè dei pochi nomi che conosco mi pare che ci siano persone che non hanno molto da guadagnare in visibilità. Anche lo scopo è chiaro, perchè si vuole convincere chi può prendere decisioni a fissare un’agenda per l’innovazione. Però mi chiedo, che succede se, ad esempio, il governo risponde all’appello? Immaginiamo una bella agenda fatta di quattro punti:
Ecco, io avrei più di un problema a rispondere ad una proposta del genere, e penso che gli stessi problemi li avrebbero molti dei bei nomi tra i firmatari. Però magari Bertoluzzo, Gubitosi e Bernabè, ovvero gli AD di Vodafone, Wind e Telecom baratterebbero volentieri un po’ di neutralità della rete per quei milioni. E magari Enzo Mazza, il presidente della FIMI, sarebbe d’accordo anche sul responsabilizzare gli intermediari, con tutta la pirateria che gira. In fine, chissà cosa pensa Scott Jovane (AD Microsoft Italia) delle grandi opportunità offerte dai brevetti sul software… Quindi, di nuovo mi chiedo, a che serve? Perchè dare visibilità a Brunetta (che si è già buttato sul carro), a Gentiloni e Lanzillotta, addirittura a Barbareschi è qualcosa che puoi mettere in conto solo se sei sicuro di riportare qualcosa a casa. Ma c’e’ una cosa sola (oltre i soldi per la banda) che mette d’accordo tutti i firmatari?
In questa pagina ho raccolto un po’ di impressioni e di pensieri sollevati leggendo il volume. Un post di ringraziamento per tutti quelli che hanno contribuito all’iniziativa di ieri. Mi è piaciuta molto, anche se la giornata era rigidissima ed ho rischiato l’ipotermia sono stato molto contento di poter mischiare temi diversi, dai nostri consueti discorsi sul diritto d’autore, alle letture di Lori e le belle spiegazioni di Giuliano che si è ambientato subito L’anno prossimo replicheremo di sicuro! PS sono in attesa delle foto scattate da Claudia che pubblicherò molto volentieri (se presentabili ..over per PD si intende il Pubblico Dominio. E per celebrarlo, sabato prossimo alla casa della creatività con il Flug abbiamo organizzato un’iniziativa per celebrare F. Scott Fitzgerald, un autore le cui opere quest’anno cadono nel pubblico dominio. Il PD è una cosa seria ed infatti non siamo i soli a pensarlo, il giorno del PD è un evento internazionale che si festeggia in diversi paesi europei e che serve a farci ricordare che più cultura libera esiste, più ne è felice il mondo Venite quindi: sabato 22/1 alla casa della creatività (Firenze, accanto al duomo) dalle 17:30. Qui trovate tutta la locandina ed il programma. Eros Cruccolini ha presentato la nostra mozione per l’utilizzo delle licenze CC al comune di Firenze. Qui c’e’ un resoconto ed il link al testo completo. Un solo commento voglio aggiungerlo su queste pagine che riguarda l’ultimo passaggio della mozione:
Siamo nati in una società in cui ogni volta che si vede un valore, ci si associa una proprietà ed un prezzo. Da quando ci hanno insegnato (chi a scuola di economia chi nella pratica) che se un bene non è di nessuno verrà utilizzato peggio di altri mentre se è di proprietà di qualcuno verrà sfruttato in modo più efficiente, ecco che la proprietà ha assunto un valore taumaturgico in tutti i settori, anche in quello delle idee. Se riusciamo quindi a rendere più facile la proprietà delle idee (o ciò che ci si avvicina più di tutto, ovvero il copyright) avremo più idee, migliori e più redditizie. Ecco, noi vorremmo cominciare a mettere in pratica un approccio molto diverso da questo in cui si premia chi rinuncia in parte alla proprietà sulle proprie opere per metterle in condivisione. Non si tratta di un modo idealista di vedere le cose, si parte invece da un’osservazione molto concreta, ovvero che al giorno d’oggi la proprietà delle idee non solo non è positiva per la collettività, ma non rende niente neanche all’autore nella grande maggioranza dei casi. Al contrario, musica, scritti, grafica ecc.. producono più benefici per gli autori se invece di blindarli, li aprono e li condividono. Ma veniamo da una società in cui la norma è che dove c’e’ un valore, c’e’ anche un proprietà e quindi non è facile, anche di fronte al fallimento oggettivo del valore di proprietà intellettuale per tanti, abbandonare questa visione. Se il pubblico invece sostiene una visione diversa, visto che ha gli strumenti per farlo e non solo, ha anche l’interesse di farlo, sarà più facile che anche i privati si abituino al ragionamento inverso, che se c’e’ un vaolore, ci può essere una condivisone. |
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