Leonardo Maccari

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Sono ingegnere informatico, dottore di ricerca all'università di Firenze nel dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni. Per lavoro quindi mi occupo di tecnologie, in particolare di sicurezza delle reti, per interesse mi piace sconfinare negli aspetti sociali legati al copyright ed al software libero. Qui trovate qualche informazione in più, qui alcune presentazioni che ho fatto ultimamente.

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Esiste un futuro per i supporti?

Sempre leggendo Luca Negri sono arrivato ad una riflessione che meriterebbe delle ricerche più approfondite, ma di cui voglio comunque buttare giù una bozza in un post. Tanto è un blog, mica una rivista scientifica… :-)

L’assunzione che facciamo sempre più spesso è che in un futuro prossimo i supporti saranno inutili, le informazioni viaggeranno molto velocemente in internet e verrà a mancare il vero senso del copyright come è stato fino ad ora, ovvero quello di gestire la possibilità di fare copie fisiche di qualcosa. Per capire se è vero partiamo da un esempio…

esistono artisti che rilasciano le proprie opere gratis su internet e cercano compensi da altre sorgenti, ad esempio Radiohead e Nine Inch Nails hanno realizzato i loro profitti soprattutto con edizioni speciali e cofanetti, pur distribuendo i loro dischi gratuitamente. In questo caso quello che spinge l’utente a comprare una copia dell’opera è che nel cofanetto c’è qualcosa in più. Cosa può essere quel valore aggiunto che viene con una copia fisica piuttosto che con un opera digitale? Tanto per iniziare, con un buon lavoro di marketing, si rendono alcune copie uniche. Possedere una delle 1000 copie esistenti di un oggetto molto richiesto può valere 300$ per un fan. Secondo, ci sono alcuni  aspetti della fisicità dell’opera che non possono essere inseriti nella sua controparte originale: per un libro ad esempio è evidente che le modalità di fruizione sono ancora molto distinte nei due casi. Anche un disco può contenere un booklet o una confezione percui l’utente è disposto a spendere dei soldi.

Ma le informazioni in quanto tali, possono prendere più valore se spostate su un supporto invece che sulla rete? Per trovare una risposta mi sono messo alla ricerca delle varianti esistenti della legge di Moore che parlino di velocità di connessione e di dimensione dello storage.

Tanto per essere banale, alla fine molte cose stanno già scritte su wikipedia. Riassumiamo:

  • La legge di Moore, insieme a ritocchi successivi dice che la capacità di calcolo raddoppia ogni 18 mesi, ovvero aumenta del 66% annuo.
  • Esiste una legge di Butters che dice che la quantità di dati che una fibra può trasportare raddoppia ogni otto mesi. La fibra però non va in aria ed il principio alla base non è applicabile a comunicazioni wireless, che invece hanno tutta l’aria di essere quello a cui ci dobbiamo abituare. Inoltre, anche se la fibra raddoppia la sua capacità è difficile da stendere perchè bisogna bucare il suolo e ricoprire.
  • Esiste una legge di Nielsen, molto empirica, che dice che guardando gli ultimi avanzamenti della velocità di connessione casalinga, questa aumenta di un fattore del 50% annuo. Il mezzo trasmissivo non è lo stesso, ma il tipo di tecnologia è comunque simile a quella usata anche per reti wireless.
  • La capacità di storage aumenta sostanzialmente come la legge di Moore. Esitono altre valutazioni che dicono che nel periodo 1984-1994 questo trend è rispettato, mentre nei dieci anni successivi si è avuto un incremento di quasi il 100% della capacità per dollaro. Ovvero allo stesso prezzo si ha un HD grosso il doppio dopo un anno.

Che cosa vuol dire? vuol dire che oggi lo storage cresce più velocemente della velocità di connessione. Finchè le cose stanno così quindi c’è la possibilità che sia comunque conveniente spostare informazioni sui mezzi fisici piuttosto che sulla rete, se le informazioni sono tante. Quindi, se devo scaricare da una rete qualsiasi un’immagine di un blue-ray da 30G, forse mi merita comprarla perchè ci metto meno a comprarla in un negozio che a scaricarla da una rete P2P. Se ci mettiamo anche un booklet, dei contenuti aggiuntivi e altri allegati potrebbe essere un mercato sostenibile.

Ci sono un paio di cose che vanno chiarite in questo ragionamento:

  • ho parlato di storage e mi sono riferito allo stesso modo a hard disk e supporti portabili come blue-ray, e qui si potrebbe nascondere l’inghippo.
  • Sono seriamente convinto che andiamo verso un futuro in cui la nostra connessione principale (ovvero quella che raggiungiamo per la maggior parte del tempo) non sarà cablata ma wireless, quindi varrebbe la pena di vedere come si è evoluta la connettività wireless negli ultimi anni

Come dicevo all’inizio, non è certo uno studio scientifico ma lascia intravedere che ci sia un senso nel distribuire i propri contenuti con un mezzo fisico, oltre che in rete.

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