Leonardo Maccari

smartface
Sono ingegnere informatico, dottorando all'università di Firenze nel dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni. Per lavoro quindi mi occupo di tecnologie, in particolare di sicurezza delle reti, per interesse mi piace sconfinare negli aspetti sociali legati al copyright ed al software libero. Qui trovate qualche informazione in più, qui alcune presentazioni che ho fatto ultimamente.

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Il copydoc è un documentario radiofonico sul copyright che ho realizzato con il lilik, disponibile in creative commons BY-SA. copydoc logo Oppure guarda il video! copydoc logo

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Note

In questa pagina raccolgo alcuni spunti nati dalla scrittura dell’articolo per la rivista Testimonianze. L’occasione è stata buona per rimettere insieme un po’ di materiale e di idee sparse che ho sempre avuto sul tema dell’interazione tra Copyright e Cultura. Da quel lavoro ho deciso di proseguire a leggere, interessarmene e soprattutto ripubblicare qualcosa, che trovate in questa sezione e nella sezione dedicata a Cultura&Copyright di questo sito. Dalla redazione di Testimonianze mi hanno detto che il numero è stato venduto in tutte le sue copie, che mi fa molto piacere.

La targa citata nell’articolo

Leggi

La legge italiana che regola il copyright è la legge 633 del 1941, emendata più volte, l’ultima con la legge Urbani (governo Berlusconi). La normativa sul copyright è regolata in Europa da una normativa europea (la EUCD), quindi il legislatore italiano non si può discostare dalle indicazioni inserite nella EUCD. A sua volta la EUCD è la messa in pratica dell’adesione ai trattati TRIPS del WTO, che regolano il diritto d’autore per gli stati membri del WTO.

La normativa EUCD
Legge 633 del 1941, con successivi emendamenti.

Streambot Willie e Lawrence Lessig

La storia di Topolino viene riportata da Lawrence Lessig nel suo libro “Cultura libera” (disponibile qui con licenza creative commons). Lawrence Lessig è uno degli autori più rilevanti sui temi del copyright e dell’impatto che questo riveste nella diffusione della cultura. Alcuni dei suoi libri sono stati tradotti (tra cui Cultura Libera), molti suoi saggi sono presenti nel suo blog.

– Prezzo dei CD

Un’inchiesta del 2004 di altroconsumo rivela che il prezzo medi dei CD in Italia si aggira intorno ai 18.4 euro.

Classifiche di vendita

E’ piuttosto particolare il fatto che in Italia non esistano delle classifiche ufficiali di vendita che riportino il numero di dischi venduti. In USA, la classifica di Billboard riporta i dati di vendita degli ultimi trenta anni, in Italia la Federazione Indistria Musicale Italiana (FIMI) riporta ogni settimana la classifica dei dischi più venduti, senza specificare il numero effettivo di copie vendute.
Dati più accurati sugli incassi dei botteghini del cinema si trovano sul sito dell’ ANICA

Cali di vendite e file sharing

La FIMI pubblica da diversi anni dei dati di vendita dei CD in rosso, che dimostrano che il mercato della musica su questo supporto si sta contraendo. Al contempo, il mercato dei media si sta allargando ad altre forme, le vendite di DVD, delle suonerie per cellulari e della musica su internet è in forte crescita. Secondo i dati FIMI per il 2006 infatti il mercato del download sotto varie forme (singoli, album, suonerie) ha prodotto un fatturato di circa 17 milioni di euro, contro una perdita di circa 30 milioni di euro sulla musica su supporto.

La FIMI da diversi anni sostiene che una delle cause più rilevanti del calo delle vendite sia il “download illegale di file” utilizzando i sistemi P2P.
Per quanto l’associazione tra lo scaricare gratuitamente e il non comprare sembri intuitiva, esistono studi che dimostrebbero il contrario (qui link e commenti, la ricerca è stata prodotta da ricercatori di Harward e dell’università della North Carolina). Anche Lawrence Lessig, sempre in “Cultura Libera” aggiunge delle motivazioni secondo cui il materiale scambiato sulle reti P2P non basterebbe a giustificare il calo delle vendite. La ricerca è stata duramente criticata dagli ambienti delle major, che forniscono altri studi che dimostrano il contrario (ad esempio, Stan Liebowitz dell’università di Dallas fornisce considerazioni opposte). L’argomento quindi è dibattuto, e non è affatto scontato che il P2P sia la causa del calo delle vendite dei CD, o perlomeno che ne sia l’unica causa o la peggiore, come sostegono instancabilmente i responsabili delle associazioni di discografici italiani o internazionali.

Enzo Mazza

L’intervista rilasciata da Enzo Mazza a punto informatico, citata nell’articolo si può trovare qui. Enzo Mazza è il direttore generale della FIMI, le sue opinioni sono apertamente a favore di misure tecnologiche quali i DRM. Mazza partecipa spesso in un forum dedicato alla FIMI su popolodellarete.it.

L’equo compenso: presunzione di colpevolezza ?

Per un DVD vergine la legge ci impone una tassa che va dai 15 centesimi fino ai 2€, a seconda del tipo. Sui dispositivi per la copia (ad es. masterizzatori CD/DVD) si paga un 3% sul prezzo di listino (qui, sul sito SIAE si trovano i dettagli). Questi soldi vengono poi ridistribuiti dalla SIAE stessa tra esecutori, detentori dei diritti ecc.. L’ASMI, l’associazione di categoria dei produttori di supporti magnetici ha denunciato la SIAE incolpando la tassa sui supporti per il calo delle vendite dei supporti vergini (qui i dettagli). Secondo i dati pubblicati dall’ASMI, nel 2004 dopo l’innalzamento delle tasse sui supporti vergini il mercato dei supporti vergini si è contratto del 27% (circa 75 milioni di pezzi in meno).
La ragione della tassa è la seguente: chi acquista un’opera protetta da copyright ha diritto a farne una copia privata di sicurezza, non cedibile, non si può quindi impedire per legge ad un cittadino di produrre una copia dell’opera posseduta. Formalmente la tassa serve a risarcire i detentori del copyright dal mancato introito dovuto alle copie personali, e non è direttamente collegabile con la pirateria. Nella pratica il concetto che passa è che se non si può impedire di produrre copie, si sta dando il via libera alla diffusione di copie illegali che colpiscono il mercato. Viene introdotta quindi una tassa sui supporti vergini che ricompensi preventivamente gli editori delle perdite future.

La questione apre degli spunti interessanti:

  • La tassa, come sostiene la ASMI, per salvare un mercato, ne colpisce un altro, non si capisce con quale criterio uno debba essere favorito rispetto all’altro.
  • E’ particolare che una legge introduca in pratica il principio di presunta colpevolezza, percui si rimborsano gli editori per presunte perdite prima che queste avvengano
  • Facendo due calcoli approssimati, a partire dai dati che l’ASMI ha fornito sulle vendite del 2003/2004 (si tratta solo di moltiplicare il numero di pezzi venduti per la media delle tasse sul supporto, mi riprometto di rivederli e pubblicarli al piu’ presto), la SIAE ha ricevuto nel 2004 intorno ai 60 milioni di euro (per la verità alcuni comunicati stampa parlano di 400 milioni). Secondo i dati della FIMI nel periodo 2000-2004 la perdita complessiva è stata di 53 milioni di euro. E’ quindi il caso di sottolineare che il contribuente italiano sta ripagando con gli interessi gli mp3 che scarica dalla rete

Ho deciso di approfondire l’argomento in una pagina dedicata.

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