Leonardo Maccari

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Sono ingegnere informatico, dottore di ricerca all'università di Firenze nel dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni. Per lavoro quindi mi occupo di tecnologie, in particolare di sicurezza delle reti, per interesse mi piace sconfinare negli aspetti sociali legati al copyright ed al software libero. Qui trovate qualche informazione in più, qui alcune presentazioni che ho fatto ultimamente.

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John Tehranian: Infringement Nation

L’articolo di Theranian, l cui titolo completo è Infringement Nation: Copyright Reform and the Law/Norm Gap è un articolo scientifico, ma scritto in modo molto diretto ed efficace che mette in evidenza la frattura tra legge e norma negli stati uniti per quello che riguarda il copyright.

Theranian descrive la giornata media di un professore di legge e letteratura che svolge operazioni del tutto normali e percepite come innocue: risponde e inoltra email (contenenti il quoting dello scrittore originale), a lezione distribuisce degli articoli e legge in pubblico dei brani di testi coperti da copyright, in una riunione annoiandosi disegna uno schizzo di qualche opera architettonica, fino ad andare in piscina mostrando un tatuaggio con “captain caveman”, un personaggio di Hanna e Barbera.

Theranian dimostra che senza nemmeno aprire un programma di file sharing, la sua giornata media si conclude con una serie di violazioni di copyright che potrebbero  costargli una denuncia per 12 milioni di dollari. Ogni violazione è supportata da citazioni di sentenze passate.

L’articolo è quasi divertente, ma mette in evidenza che lo scollamento tra legge e norma è sempre più grande, solo che in passato non c’era un modo per sanzionarle tutte, oggi con le tecnologie che controllano i diritti invece è molto più facile.

La tesi di Theranian riprende quella di Roberto Caso, le protezioni tecnologiche sulle opere coperte da copyright introducono molte distorsioni, una tra queste è il fatto di rendere la pena automaticamente sanzionabile, senza bisogno di un magistrato, delle prove o qualsiasi altra procedura di tutela. La società prevede un suo insieme di regole, ma accetta anche un po’ di gioco, un margine di tolleranza che permette a certe attività al limite della legalità di essere svolte senza essere perseguite con costanza. Che ci piaccia o no, la società sta in piedi anche per questa tolleranza e le leggi sono immaginate anche in funzione di questo.  Se tutte le volte che parcheggiamo con una ruota che tocca una striscia ci facessero automaticamente una multa, sarebbe una società migliore? Probabilmente, se così fosse, le leggi sarebbero più tolleranti, magari al posto della prima multa ci sarebbe un avvertimento. In generale, se tutte le infrazioni di qualsiasi tipo fossero automaticamente sanzionate, probabilmente alcune leggi sarebbero meno aspre.

Un DRM invece non permette nessun gioco, è in grado di sanzionare qualsiasi infrazione automaticamente e può essere utilizzato per applicare delle leggi che oggi sono del tutto sproporzionate rispetto alla singola irregolarità. Questo appare evidente nell’articolo di Theranian, se fosse possibile rilevare tutte le infrazioni di copyright, contro il povero professor John a fine serata ci sarebbero elementi per chiedere sanzioni fino a 12 milioni di dollari.

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