Leonardo Maccari

smartface
Sono ingegnere informatico, dottore di ricerca all'università di Firenze nel dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni. Per lavoro quindi mi occupo di tecnologie, in particolare di sicurezza delle reti, per interesse mi piace sconfinare negli aspetti sociali legati al copyright ed al software libero. Qui trovate qualche informazione in più, qui alcune presentazioni che ho fatto ultimamente.

Scarica Copydoc!

Il copydoc è un documentario radiofonico sul copyright che ho realizzato con il lilik, disponibile in creative commons BY-SA. copydoc logo Oppure guarda il video! copydoc logo

Feed per questo blog:

Luca Neri: “La baia dei Pirati”

Il libro di Luca Neri è di un tenore diverso dagli altri che ho avuto modo di leggere, è molto più colloquiale, parla in prima persona e dà del tu al lettore. Non snocciola troppi dati, le citazioni sono in fondo al libro invece che essere integrate nel libro stesso. Insomma, molto più di altri è un modo per parlare di questi temi a persone che non ne sanno niente. Luca Neri è un giornalista italiano, quindi uno degli elementi più interessanti del libro è che è immaginato per un pubblico italiano, pur avendo un respiro internazionale. E’ un libro che consiglio a tutti quelli che hanno voglia di iniziare con una lettura leggera, veloce e fruibile senza buttarsi in mattoni alla Benkler. Anche se è un libro meno intenso di altri, non mancano gli spunti di riflessione, ed in coda c’è una bibliografia piuttosto ricca che devo ancora finire di guardare con attenzione.

Se volete farvi un’idea potete leggere il capitolo introduttivo o ascoltare lo stesso Luca Neri in un paio di interviste su youtube.

Ci sono alcuni aspetti che mi sono piaciuti e su cui voglio spendere due parole in più. Anzitutto Luca Neri è italiano (anche se lavora all’estero) e non è nè un geek nè un professore universitario americano liberale, in altre parole è una persona diversa rispetto a quelle che fino ad ora ho visto imbattersi in questi temi. Questo in sè è importante perchè significa che anche in questo paese ci sono giornalisti che si interessano a questi temi e che possono comunicare meglio di noi geek. L’altra cosa che mi è piaciuta è tutta la descrizione del contesto svedese di The Pirate Bay, che Luca Neri ha avuto modo di incontrare rendendo uno spaccato molto chiare. Emergono persone sostanzialmente lineari che dicono davanti ad un giornalista (e oggi davanti ad un magistrato) cose che milioni di persone dicono nei forum.Il tema principale del libro è quello che già conosciamo, il fatto che ci sia una cavalcata delle industrie moribonde per tentare di arginare l’evaporazione di quel valore che fino a ieri controllavano ed oggi cercano di trattenere come un bambino che cerca di acchiappare il fumo con le mani. Assieme a questo, la pratica comune dei giovani che sono semplicemente abituati a considerare le opere dell’ingegno come un bene libero. I pirati quindi diventano una bandiera, un logo che rappresenta una consuetudine facile da mettere in pratica ma difficile da ammettere, diventano la voce di una generazione.

In Svezia di questo si parla spesso, esiste pure un partito politico che non ha sfigurato nelle ultime elezioni, in Italia lo stesso partito pirata è fatto da 50enni un po’ più moderati, che intervistati dall’autore si pongono su posizioni decisamente più morbide, ma come biasimarli con l’aria che tira?

[Digg] [Reddit] [del.icio.us] [Technorati] [Google]