Leonardo Maccari

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Sono ingegnere informatico, dottorando all'università di Firenze nel dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni. Per lavoro quindi mi occupo di tecnologie, in particolare di sicurezza delle reti, per interesse mi piace sconfinare negli aspetti sociali legati al copyright ed al software libero. Qui trovate qualche informazione in più, qui alcune presentazioni che ho fatto ultimamente.

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Roberto Caso, Digital Rights Management

– Incipit

Ho appena finito di leggere un libro di Roberto Caso, un professore di diritto che ha rilasciato sotto CC una sua pubblicazione interamente dedicata ai DRM. Il libro è molto interessante, non facile da leggere perchè il gergo è a volte tecnico, ma comunque scritto bene e comprensibile per chi ha voglia di leggere qualcosa sul tema.

Brevemente, in questa pagina riassumo alcuni dei contenuti, solo per invogliarvi a leggere il resto qui.

– Il contratto

Caso si sofferma sull’osservazione che il DRM è una forma di contratto, o meglio, l’evoluzione nel mondo digitale di quello che è un contratto. La funzione del DRM però è amplificata rispetto a quella di un contratto tradizionale, questo perchè rende più forti e più estesi i poteri di chi offre il servizio. E’ molto interessante la parte sui contratti, che per un profano suona più o meno come segue. Esistono delle disparità patologiche nei contratti, generalmente chi lo firma ha meno conoscenze e meno razionalità di chi li scrive, questo aiuta chi li scrive a girare le cose a suo vantaggio e cercare di scaricare più responsabilità possibili sul contraente. Con il DRM le cose peggiorano perchè alle fonti di disparità tradizionali se ne aggiungono altre, quali l’ignoranza tecnologica di chi lo accetta che non può interpretare le condizioni del contratto, o la possibilità tecnica di non permettere al contraente di accedere a tutte le condizioni (vedi REL, sotto).

Il DRM quindi è una forma rafforzata di contratto tradizionale ma non solo, il DRM al contrario dei contratti di carta, costituisce esso stesso norma, e prevalica qualsiasi limite imposto dalle leggi.

– I REL: Rights Expression Languages

I REL sono metalinguaggi che permettono di esprimere quali sono i diritti concessi all’utente. Spesso, lo scopo non è tanto quello di rendere i diritti chiari all’utente, ma quello di renderli chiari alle applicazioni, in modo che permettano o vietino alcune attività. Alcuni tipi di DRM anzi prevedono una opzione specifica perche’ l’utente non possa accedere a tutte le condizioni di utilizzo…

– Il DRM diventa norma

Il contratto dipende dalle leggi vigenti, e non deve prevaricarle. Il DRM invece costituisce esso stesso norma, in quanto le basi su cui vengono definite le regole di utilizzo, prevalicano qualsiasi contesto legislativo, nel senso che superano spesso i diritti che vengono concessi ai proprietari per legge. Testimonianza ne è il fatto che molti REL non prevedono il “fair use”.

– Tre caratteristiche del DRM

1) Il diritto generalmente si esercita ex-post. Sarebbe a dire che la legge viene fatta rispettare a posteriori. Il DRM invece esercita un diritto preventivo, con tutte le conseguenze del caso. Ad esempio, per esercitare il diritto ex-post, si deve dimostrare di essere effettivamente l’autore, mentre il DRM implementa un diritto su qualsiasi cosa. Inoltre al DRM viene garantito il diritto, negato in generale dalla legge, di “farsi giustizia da solo”, utilizzando tutte le contromisure che può esercitare sui nostri computer.

2) Il DRM trasforma il diritto in qualcosa di perpetuo, mentre il fatto che il diritto d’autore sia limitato nel tempo, e che si sappia a priori la lunghezza di questo lasso di tempo e’ un elemento fondamentale.

3) Il DRM si applica a tutto. Nel diritto d’autore si fa una distinzione tra idea (su cui non c’e’ protezione) e forma espressiva, inoltre il diritto d’autore ha diverse forme (copyright, brevetti, segreti industriali…) che hanno tutele diverse, mentre il DRM li tratta tutti nello stesso modo.

– Conseguenze del DRM

Il DRM quindi rappresenta contemporaneamente un contratto e un mezzo tecnologico per imporre le condizioni del contratto, spesso garantendo diritti illegittimi a chi lo propone.

Quali sono le coseguenze dell’utilizzo dei DRM? sono molteplici e comprendono settori diversi, il disturbo del mercato, l’invasione della privacy, chiaramente la riduzione dei diritti degli utenti. Comprendendo questi fattori, si capisce anche perchè l’industria dei media si accanisce in questa pratica che gli toglie clienti.

– Meno diritti per gli utenti.

L’attenzione del detentore del copyright si sposta dalla copia (intesa come mediazione verso l’accesso) all’accesso stesso, quindi i mezzi tecnologici si concentrano sulla possibilita’ di profilare ogni tipo di utilizzo digitale (accesso) dell’opera. L’accesso non è una categoria contemplata nella giurisprudenza sul copyright, quindi per gli utenti le cose diventano solo peggiori di prima, imponendo vincoli (non solo di copia) sulla possibile fruizione delle informazioni.

– Meno privacy per gli utenti.

Il DRM puà invadere la privacy degli utenti, trasmettendo informazioni a terze parti o prendendo decisioni sul propio funzionamento in base ad aspetti della vita privata dell’utente. Ua caratteristica e’ peculiare, il fatto che le funzioni di autotutela del software impediscono agli utenti degli utilizzi che vengono arbitrariamente decisi come invalidi. In altre parole una consuetudine sociale diventa sanzionabile attraverso un DRM senza che prima sia stata una legge a farlo, quindi il DRM sposta il senso del vietato (“non possiedi la carta di credito? allora non ti faccio accedere ai contenuti privati del mio servizio”, oppure, “vai sempre sui siti porno? non ti faccio entrare nella mia community”).

– Distorsione del mercato.

Il DRM impedisce la riconversione tecnologia, la portabilità e la possibilità di cambiare piattaforma, il che porta ad una distorsione del mercato da parte di chi detiene i diritti.

– L’utente-nemico e il controllo della diffusione della cultura.

In generale, dall’analisi delle conseguenze dell’applicazione del DRM si evince che il questo non serve tanto a regolare i diritti d’autore quanto a colpire un’altra figura avversa all’industria dell’intrattenimento, l’”utente-nemico” che non solo copia i suoi dischi, ma soprattutto con le sue nuove forme di comunicazione rappresenta un ostacolo all’attuale monopolio nel settore, che oltre ad essere un vantaggio economico è una forte forma di controllo sociale.

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